Il naturopata ayurvedico - Studio Lacchini - formazione culturale - percorsi evolutivi

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Il naturopata ayurvedico

Materiali
Chi è un "naturopata ayurvedico"? Cosa fa? Come opera?
Il termine "naturopatia" può essere interpretato a partire da due diverse etimologie. Nel mondo anglosassone, in cui è nato, il naturopata è colui che "follows the natural path" (segue il sentiero naturale), mentre nella cultura mediterranea si collega la parola "naturopatia" al termine greco "pathéin", che significa "sentire". Le due etimologie si richiamano reciprocamente: non si può seguire la "via naturale" se non si è capaci di sentirla.

Il naturopata è colui che, proprio perché sente e vive secondo ritmi, regole e sensibilità naturali, è in grado di accompagnare altri a fare altrettanto e, in questo modo, aiuta le persone a riconquistare il proprio benessere, anzi il bene-dell'essere, che è l'equilibrio delle dimensioni fisica, psicologica, energetica e spirituale dell'essere umano.
Il "naturopata ayurvedico" fa tutto questo riferendosi (quanto ai metodi e alla visione d'insieme) all'ayurveda, una delle più antiche e profonde sapienze naturali - una forma di vera e propria "filosofia curativa" naturale riconosciuta dall'OMS - che da 5000 anni si occupa del benessere integrale dell'essere umano.

1) COSA FA IL NATUROPATA AYURVEDICO

Il "naturopata ayurvedico" NON è...

  • non è un medico: non effettua diagnosi né cura patologie
  • non è uno psicoterapeuta: non tratta analiticamente alcun disagio psichico.
  • armonizza il corpo, lo libera dalle tossine, riequilibra la postura, migliora l'ossigenazione, rafforza le funzioni vitali e il sistema immunitario, rende più elastiche le articolazioni, tonifica e allunga la muscolatura, libera il sistema fasciale, riduce il tasso di acidità dei tessuti, migliora la qualità del sonno, ti fa assaporare il piacere del tocco e del massaggio, risveglia i tuoi sensi;
  • armonizza la psiche, ti aiuta a mutare le tue prospettive sulle situazioni, contribuisce a far crescere la tua consapevolezza, riduce gli effetti dello stress, ti accompagna ad integrare le tue emozioni, a riequilibrare le componenti razionali e quelle intuitivo-emozionali dei comportamenti, armonizza il maschile e il femminile che ognuno di noi porta dentro di sé;
  • armonizza l'energia, ti accompagna a percepirla, a prendere coscienza della dimensione più sottile del tuo sistema corpo-psiche, ti insegna a controllarla, potenziarla e dirigerla;
  • armonizza la dimensione spirituale, ti accompagna nello spazio meditativo, ti arricchisce con riflessioni sulla dimensione etica dell'esistenza, conduce all'incontro con la compassione e il rispetto per tutti gli esseri viventi
  • l'osservazione psicosomatica: attraverso l'analisi della morfologia corporea, della postura, degli atteggiamenti, della gestualità, della voce, del respiro - e nell'ayurveda tradizionale anche attraverso l'analisi di urina, feci, odori corporei, mucose. ecc. - cerca di mettere a fuoco la "storia" psicosomatica dell'assistito e i problemi legati alla sua situazione attuale;
  • l'osservazione energetica: mediante l'analisi dei meridiani (che appartengono alla medicina tradizionale cinese ma sono utilizzati anche da molte scuole di ayurveda moderno), la percezione tattile dei flussi energetici, la verifica di specifiche zone riflesse, cerca di mettere a fuoco quale sia la condizione energetica dell'assistito, se vi siano eccessi, difetti o difficoltà nella circolazione dell'energia dei vari meridiani;
  • il dialogo informativo: il naturopata ascolta, interroga e interagisce dialogicamente con l'assistito, indirizzandone la presa di coscienza e portandolo a cogliere aspetti e prospettive che mutano la sua comprensione dei problemi. Il dialogo ha natura molto più "filosofica" e osservativa che non psicologica. Il naturopata non ha risposte, ha domande, non propone soluzioni preconfezionate, ma conduce l'assistito a ricercare le proprie.

Il "naturopata ayurvedico" ti guida a riportare in armonia le componenti dell'esistenza:

Tutto ciò, non "guarisce" nessuna malattia specifica, ma lenisce il disagio esistenziale, attenua l'angoscia, la paura, la rabbia e tutti i malesseri psicosomatici legati a questi "mood". E' "cura" nel senso più profondo e spirituale del termine, una sorta di "cura filosofica", ma al tempo stesso fisica ed energetica.

Non contattare un naturopata ayurvedico se hai una patologia fisica. Vai dal medico.
Non contattare un naturopata ayurvedico se hai una patologia psichica. Vai dallo psicoterapeuta.
Se però vuoi fare un percorso di crescita personale, se senti un disagio esistenziale, se cerchi una prospettiva nuova sulla vita e sul benessere, se sei pieno di dolori e di fastidi senza causa apparente, se non digerisci, sei rigido come un osso, sei sempre stanco e immusonito, ma per la medicina convenzionale "stai benissimo", allora forse puoi chiamare...

2) COME OPERA IL NATUROPATA AYURVEDICO

Il naturopata ayurvedico moderno - specialmente se opera in un contesto occidentale - si serve di tutto il bagaglio cognitivo dell'ayurveda antico tradizionale, integrandolo con altri approcci congruenti con questa disciplina e con la "via naturale" che ispira tutto il lavoro.
Come semplice suggestione e senza alcun intento esaustivo, indico alcuni di questi approcci.

a) tecniche per l'ascolto e la conoscenza dell'assistito

Il naturopata ayurvedico ha bisogno di ascoltare e conoscere il proprio assistito, di comprenderne le esigenze, di mettere a fuoco i problemi, di conoscerne gli intenti. Per ottenere questo risultato si serve principalmente di tre strumenti:

b) tecniche per il riequilibrio delle componenti fisiche, psichiche, energetiche e spirituali

Nella prospettiva ayurvedica, che è assolutamente naturale e olistica, non è possibile immaginare un intervento sul corpo che non abbia ricadute anche sulla mente e sull'energia, e viceversa. Perciò non è possibile distinguere gli strumenti operativi del naturopata ayurvedico sulla base di uno specifico campo d'azione, come vorremmo noi occidentali. In altre parole, non esistono tecniche per il corpo, tecniche per la psiche, per l'energia o per lo spirito. Ogni tecnica coinvolge sempre, in modo esplicito o implicito, tutte le dimensioni, anche se può sembrare privilegiarne una. A titolo puramente indicativo elenco alcune di queste tecniche, che spesso sono utilizzate integrandole l'una con l'altra. Non tutte appartengono all'ayurveda tradizionale, ma provengono anche da altri approcci che l'hanno arricchito di ulteriori risorse.

1) Lavoro attraverso il corpo, sia attivo (l'assistito è invitato a compiere movimenti, assumere posture, respirare. ecc.), sia ricettivo, come nel massaggio e in tutti i numerosi trattamenti della tradizione ayurvedica.
Rientrano in questo immenso bagaglio operativo tutte le tecniche di "abhyanga" (massaggio), le tecniche di stretching assistito e massaggio articolare (muryabhyanga), tecniche di bodywork energetico sui meridiani e sui punti "marma", i trattamenti sul corpo con erbe e olii speciali, asana e kriya (posture e movimenti) di vari stili di yoga, pranayama (tecniche respiratorie), integrate da più recenti tecniche di riequilibrio posturale. ecc.

2) Lavoro energetico-vibrazionale, effettuato attraverso suoni (mantra), forme geometriche (yantra), colori, respirazione di aromi, cristalli;

3) Lavoro fitoterapico e aromatologico, effettuato ricorrendo a fitopreparati, integratori naturali, alimentazione, olii essenziali, olii medicati, oleoliti;

4) Lavoro psicologico e spirituale, effettuato attraverso conversazioni ed esperienze proprie della psicologia dello Yoga e del Tantra (ma anche attraverso dialogo filosofico appartenente ad altre tradizioni culturali), pratiche di meditazione, tecniche yogiche in natura.

Tutti questi strumenti non vengono utilizzati "a compartimenti stagni", ma si integrano sinergicamente l'un l'altro, rendendo il lavoro del naturopata ayurvedico un'arte raffinata che richiede, oltre alle conoscenze, anche grande esperienza.
Tuttavia il naturopata ayurvedico è soprattutto un testimone. Con la sua stessa vita, con la sua quiete, la sua armonia interiore è chiamato ad essere la "prova vivente" che la "via naturale" costituisce davvero una modalità più ricca e più umana dell'esistere.
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