Tantra: una Via per la coppia?

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Tantra: una Via per la coppia?

Centro Studi "Il crogiuolo" - di Luigi Lacchini
Pubblicato da Luigi Lacchini in sapienze orientali · 19 Settembre 2008
Tantra: una via per la coppia?
I fraintendimenti della Via Tantrica

   
 
Il tantra, o tutto ciò che ad esso onestamente si ispira, viene spesso presentato, in occidente, come una via di spiritualità per la coppia, con il risultato di renderlo improponibile per la singola donna o il singolo uomo che non abbiano un compagno o una compagna.
A questo proposito si impone qualche precisazione.
E’ fuor di dubbio che l’approccio tantrico alla vita e alla relazione donna-uomo possa grandemente giovare alla vita della coppia regolare, ma se si sottolinea eccessivamente questo fatto si rischia di sviare il reale significato del Tantra.
Per essere precisi, il Tantra non è né pro né contro la vita di coppia regolare, il matrimonio, le “storie” a due o altre forme simili di relazione “chiusa” o "aperta". Semplicemente queste problematiche sono estranee al Tantra che si propone come una via percorribile da qualunque individuo, sia esso single, sposato, fidanzato, ecc.
Il fraintendimento che conduce talora erroneamente a considerare il Tantra come una via per la coppia, dipende da due fattori:
  • il primo è la sovrastima - tipicamente occidentale - del ruolo della sessualità nel Tantra;
  • il secondo deriva dal fatto di non aver compreso in che modo il Tantra concepisca la sessualità.

Il primo punto va ribadito alla noia: la dimensione sessuale non è affatto al centro delle scuole tantriche antiche, comprese quelle della "mano sinistra", che pure la esprimevano. Il Tantra è e resta uno yoga, ossia una Via per l'evoluzione individuale e la fusione con il divino. La sua ricerca muove dalla fisicità e non la rifiuta, anzi, ne fa il punto di partenza per uno sviluppo spirituale che non trascuri nessun aspetto della realtà e dell'essere umano; tuttavia il percorso tantrico va ben oltre la fisicità e il suo nucleo centrale, specie nelle scuole kashmire, è piuttosto la concezione energetica. Tutto ciò fa comprendere come non possa essere la coppia il soggetto a cui il Tantra si rivolge, perché il percorso di incontro e fusione col divino è qualcosa di strettamente individuale.

In secondo luogo, anche quando la sessualità venga presa in considerazione, essa non viene affatto vista come una relazione intima tra due persone storicamente identificate, ma come una forza impersonale, simbolo efficace della polarità creatrice che permea tutto l’universo.
Per il Tantra, quando un uomo e una donna hanno un rapporto sessuale, se sono davvero consapevoli, si rendono conto di non essere Carlo e Lucia o Giovanni e Marisa, ma semplicemente Shiva e Shakti.
La relazione sessuale, per il Tantra, non ha nulla a che fare con la vita di coppia, ma è un atto sacro, in cui Dio in forma maschile, si unisce a Dio in forma femminile. Naturalmente, se tale relazione sacra si esprime all’interno della vita di una coppia stabile, può arricchirla di significati e benedizioni, ma ciò, se mai, è un valore aggiunto, estraneo all’essenza del Tantra.

Vi sono numerose prove a sostegno di questa tesi:

  • Nelle scuole tantriche della "mano destra" il riferimento alla sessualità è semplicemente simbolico, al punto che anche il rituale del "Maithuna", ossia dell'accoppiamento, avviene utilizzando fiori e gesti, senza nessuna pratica sessuale.
  • La sessualità familiare è anche orientata alla procreazione, in quanto la famiglia costituisce il contesto stabile per eccellenza in cui crescere i figli; il Maithuna tantrico, invece, anche dove non sia simbolico, non è affatto orientato alla procreazione, in quanto, se avviene nella sua forma tradizionale, non prevede neppure l’eiaculazione e esclude quindi a priori la finalità procreativa.
  • Nel rito tantrico tradizionale per eccellenza, la “chakra puja”, la composizione delle coppie che dovranno unirsi nel Maithuna, avviene per estrazione a sorte effettuata dal maestro che dirige il rito, e, se alla chakra puja presenziano coppie stabili, i due componenti della coppia vengono quasi certamente separati dall’estrazione a sorte.
  • I Guru tantrici possono tranquillamente avere o non avere una compagna fissa e, nondimeno, intrattenere relazioni tantriche individuali a vari livelli di fisicità con svariati Cela. Tali relazioni Guru-Cela sono prevalentemente di ordine spirituale e, anche quando presentano interazioni fisiche più intime, non hanno alcuna relazione con la vita di coppia del Guru o del Cela; anzi, solitamente, la vita di coppia dei due viene fortemente rinvigorita da queste interazioni, in quanto vissuta senza possesso, bisogno, né appartenenza e quindi espressa come dono libero e gratuito al partner.
Perciò, presentare il Tantra come una via per la coppia, rischia soltanto di dare eccessiva importanza alla sessualità, che, pur essendo certamente significativa nell’approccio tantrico, non è però affatto il cuore del Tantra, che consiste invece nell’espansione della coscienza del Sé.
E’ importante ricordare che il tantrika, dopo aver colto nella sessualità il simbolo dell’estasi che attende l’anima nell’incontro definitivo con l’Assoluto, può persino andare oltre la dimensione sessuale, lasciando sbocciare un naturale e non forzato brahmacharya che potrebbe non essere congruente con una vita di coppia.
Inoltre va ricordato che, vivere il Tantra, significa sperimentare nella propria anima alcune “verità” universali (per es. il rapporto tra micro e macrocosmo, la totalità ed eternità del “qui ed ora”, la scomparsa dell’ego, la dimensione della non-mente, ecc.) che nulla hanno a che vedere con la presenza o l’assenza di un rapporto di coppia.
Nella maggior parte delle scuole tantriche tradizionali, l’enfasi è posta principalmente sulle pratiche bioenergetiche (più o meno esoteriche), quali meditazioni mantriche e yantriche, pranayama, lavoro sul e attraverso il corpo, cristalli, aromatologia, ecc.
In sostanza, il Tantra non è una via per la coppia, ma una via per l’individuo attraverso la relazione. Quest’ultima, vissuta in modo tantrico, può riguardare qualunque persona, e non è il fine, ma lo strumento a servizio della crescita e del riconoscimento del Sè spirituale individuale.
Nell’ottica del Tantra si cresce solo relazionandosi all’altro/a, ma la “coppia” che deve unirsi è data dal maschile e dal femminile interni a ciascun individuo.



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